Penso a me stessa. Mi cerco. Ho bisogno di ritrovare il mio veleno. Certi profumi ti riportano l'infinito. Solo il mare a volte mi basta. E la passione. Sono carne e sangue, a volte carne esangue. Sono tutto ciò che scrivo.
Annegamilamente
ayamelacrimosa
Boundless
divento di vento
Eliselle
Faremor
Fluido Rosa
Il mio membro
Intentipersi
Irisnera
kikiblu
Kry
Lab
libertango
orsarossa
Silentbreath
Sonomurasaki
starlight
velenodolce
vellutoblu
zahirOn
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Non saprai mai il male che mi hai fatto. Tutto quello che ti ho dato è tutto quello che mi hai tolto. Vuoto e nero è il respiro che cade nel cuore di chi ha perso tutto. Sei il veleno che mi pompa ancora nelle vene. Sei un fiore che non è mai sbocciato. Dondolarsi a ventre aperto sopra un letto raggelato mentre la notte brutale mi ingoia le lacrime. Sono ancora io che piango, sono ancora io che ti piango. Ed aver paura del buio e dover accendere la luce per vedere in fondo agli occhi cosa resta del peccato. Sentire la mia voce straziata. Sentire la tua. Eri la mia rossa rossa. La luce dei miei occhi. Passerà il tempo, conterò i sospiri tra le mani mentre piango e vedo nero, sento tutto senza pietà. Vorrei dirti tutto il male che mi hai fatto, vorrei lo sapessi, vorrei lo sentissi. Ma in fondo l'unica cosa che so fare è proteggerti, da te stessa, da noi, da tutto quanto possa farti male. Muoio in religioso silenzio. Quanta dignità ho che tu non hai. Quanta forza. Quanto amore. E quanto rispetto. Eri la mia rosa rossa. La luce dei miei occhi.

Amarti m'affatica mi svuota dentro
Qualcosa che assomiglia a ridere nel pianto
Amarti m'affatica mi da' malinconia
Che vuoi farci è la vita
E' la vita, la mia
Amami ancora fallo dolcemente
Un anno un mese un'ora perdutamente
Amarti mi consola le notti bianche
Qualcosa che riempie vecchie storie fumanti
Amarti mi consola mi da' allegria
Che vuoi farci è la vita
E' la vita, la mia
Amami ancora fallo dolcemente
Un anno un mese un'ora perdutamente
Amami ancora fallo dolcemente
Solo per un'ora perdutamente
In verità ti odio,
mi hai succhiato l'anima
e io ti odio.

Dopo sette mesi metto via le tue cose,
le lascio andare a chi saprà restituirtele
in scatole di cartone ruvido di storia,
dentro il mio cuore di vetro ingiallito.
Sento il ritmo di passi lontani che mai mi sono appartenuti
sento freddo nel seno di un'estate di fiori rosa
appassiti come ombre di vita
e mi rendo conto che la morte può arrivare in un giorno.
Accendo le ultime lacrime come candele sparse sul prato
mi inchino alla luce del sole,
mi piego ancora una volta a questo supplizio di cuore
e mi rendo conto che la morte può arrivare in un giorno.
Una tazza, una foto, una lettera sigillata.
La calza della befana, quanti anni fa?
E' passata una vita, è passata la vita.
Stringo un cioccolatino tra le mani
e mi rendo conto che la morte può arrivare in un giorno.

C'è un pensiero d'oriente che manca nell'aria
fugge risposte e incanta domande
come fili di raso nero sulla pelle più bianca.
Penso al tuo regno e d'un colpo serro le braccia
come un pipistrello ti porto via
nel cuore della mia notte di fata.
Vorrei spogliarmi di questo mondo, che mi fa male
fa tremare le mie ossa senza brividi di passione
questo mondo di sabbia e fogli bianchi,
lui mi vince.
Come una bambina che si nasconde nel buio di cui ha paura
mi rimpiatto in mezzo a voi, ma vi temo, si, io vi temo
come temo i fantasmi di un ricordo cucito a mano sul cuore
custodi d'amore, carion della follia
la follia di amare per sempre
quando il per sempre non ci appartiene
non ci aiuta a crescere, nè a morire.
Vorrei parlare d'amore
senza il bisogno di chiamare l'amore con un nome
senza il bisogno di piangere quel nome
che lento poi sbiadisce alla luce della luna.
Vorrei dedicare ancora lune e ancora tramonti e ancora sospiri
e ancora e ancora,
senza sentire addosso il peso di mille lune, mille soli e mille mondi
tutti uguali l'uno all'altro
nel farmi male.
Stanotte resterò nuda,
lascierò cadere l'abito del mondo
e per non sbagliare,
stanotte amerò solo me stessa.